Un parco agricolo urbano

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Il territorio di Bellusco è complesso e stratificato, e vi si fondono elementi, tessuti della recente urbanizzazione e ambiti produttivi che si sono sovrapposti alla maglia dei tracciati agricoli tradizionali. La sfida progettuale del Concorso si è rivelata essere la definizione dei caratteri di un “oggetto” specifico ma composito: un parco urbano dove attività sportiva e di svago, socialità e rapporto con la natura si relazionano con il sistema agricolo di matrice storica, che ancora lambisce il centro. Il tema è quello della progettazione sostenibile del paesaggio, inteso come deposito di segni che sono espressione della storia e della cultura della città e – come tali – si sono rivelati riferimenti importanti.
Il parco in progetto, posto al margine est dell’abitato di Bellusco costituisce una cerniera tra il corridoio ecologico primario costituito dal Parco Rio Vallone e le Linee di continuità ecologica costituite dagli ambiti agricoli non ancora compromessi dall’urbanizzazione presenti nell’ambito di progetto. Questo intervento di ricucitura della connettività ecologica viene perseguito attraverso un incremento del valore di naturalità degli ecosistemi esistenti all’interno dell’ambito di progettazione. Viene proposto un potenziamento dei sistemi ripariali presenti quali elementi di connessione ecologica interna all’area (interventi: valorizzazione e incremento della fascia spondale vegetata), dei sistemi dell’area agricola attraverso l’inserimento di siepi campestri e alberate lungo i sentieri (reintroduzione del sistema a campi chiusi, tipico della pianura padana, perso con la meccanizzazione delle pratiche agricole), viene proposto l’incremento della fascia boscata presente nelle aree marginali. La valorizzazione della biodiversità in campo agrario viene attuata attraverso l’introduzione di aree a prato fiorito ( prati con specie spontanee locali – minore manutenzione e maggiore interesse ecologico per biodiversità) e attraverso l’ introduzione di alberi da frutto in varietà antiche come elementi non solo di interesse estetico e gastronomico ma anche ecologico. A livello paesaggistico il parco proposto viene interpretato come un intervento volto a riqualificare un’area posta ai margini dell’abitato e ormai abbastanza compromessa. Lo sviluppo urbano degli ultimi decenni, piuttosto aggressivo nei confronti delle aree agricole unito alla sempre maggiore meccanizzazione dell’agricoltura hanno provocato una progressiva cancellazione dei segni che caratterizzavano il paesaggio agrario della Brianza. La proposta di un nuovo parco è stata interpretata come occasione di riqualificazione e ricucitura tra un’area di frangia urbana ed il paesaggio agrario circostante. Il disegno del parco si struttura quindi attraverso un’interpretazione di segni in parte già presenti sull’area di progetto: la struttura dei campi che in ogni area corrisponde a particolari giaciture dovute ad antiche trame di appoderamento; le linee d’acqua, ovvero i canali naturali od artificiali presenti nell’area, di alcuni di propone la riapertura; le linee dei percorsi interpoderali di cui si propone l’infittimento, funzionale alla fruibilità del parco. L’elemento vegetale viene utilizzato attraverso i filari monospecifici per sottolineare gli assi principali del progetto. Il parco assume caratteri più ‘urbani’ e quindi più costruiti e disegnati nelle aree a ridosso delle nuove edificazioni e lungo l’affaccio sulla SP 2, mentre diventa più naturalistico ed estensivo nell’area centrale con i grandi spazi a prato desinati alle manifestazioni ed assume i caratteri di una ruralità controllata nelle aree più esterne, quelle del parco agricolo, a diretto contatto con il paesaggio circostante. Si è scelto di considerare come “porta” simbolica del parco l’area a nord della SP2, a ridosso del tracciato viario, in stretta connessione con il Parco del Rio Vallone. Al fine di meglio garantire il collegamento tra i due sistemi verdi si propone la riqualificazione del sottopasso, che viene dotato di adeguata illuminazione e dell’introduzione dell’elemento acqua (vasca d’acqua) che evochi la natura irrigua dei luoghi. Elementi visivi (totem luminosi) catalizzano l’attenzione di chi transita lungo la via. A completamento del sistema dei servizi ricreativi si è scelto di localizzare uno skate park, luogo di aggregazione per la comunità giovanile e landmark territoriale. Ulteriore riferimento quale “porta” di connessione è l’area a ridosso dell’info point, posta a cerniera tra la piazza del mercato e il parco.

Il gruppo di lavoro è composto anche da:DAVIDE MAGGIONI,CLAUDIO POLLAZZON,SARA GAROFALO,ANDREA VALLI,PAOLO DE MARCO,FRANCESCA ZUCCHELLA

  • Concorso di progettazione per un 'area per lo sport e il tempo libero a Bellusco -MB-

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